Grecia continentale: itinerario, informazioni e pensieri

Una terra visitata da piccola, che ha sempre continuato ad affascinarmi per la sua incredibile storia e che finalmente ho potuto riscoprire on the road!

Un tuffo nella storia che ha dato origine alla civiltà moderna.

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Un viaggio organizzato last minute, il perfetto break estivo (anche se in terra ellenica ci hanno accolto temperature estreme!), un tuffo tra i tesori archeologici, le acque cristalline e le spiagge meno turistiche, i sapori dal cuore mediterraneo (una passione infinita per la salsa tzatziki), gli odori inconfondibili delle sue tante piante aromatiche, il canto delle cicale nel caldo estivo.

[10 giorni – circa 1.600 km percorsi in auto – 3 traghetti]

GIORNO 1: arrivo ad Atene

Ritiro auto e subito ci catapultiamo tra le sue vivaci vie!

Un tour della città concentrato in un giorno è davvero pesante ma non impossibile! Certo è necessario camminare molto, ma si viene ripagati dalla storia che ti aspetta ad ogni angolo!

            

GIORNO 2: Atene -> Delfi -> Meteore (413 km)

La tappa di questa sera è la cittadina di Kastraki (punto di partenza per visitare le famosissime Meteore insieme a Kalambaka).

Ma ovviamente potevamo non allungare il percorso fermandoci a visitare il sito archeologico di Delfi?! Non era davvero pensabile saltarlo!

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GIORNO 3: Meteore -> Patrasso (340 Km)

Abbiamo trascorso l’intera mattinata su e giù per gli scalini delle Meteore, che altro non sono che enormi falesie di arenaria con i cima i Monasteri della Chiesa ortodossa che sembrano sospesi nel cielo!

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Piccolo break nella città di Ioannina.

Patrasso è famosa soprattutto per il ponte (il cui nome ufficiale è Rion Antirion) che collega la Grecia continentale e la regione del Peloponneso. Durante la sua inaugurazione nell’agosto 2004 è avvenuto il passaggio della fiamma olimpica dei giochi olimpici di Atene.

Si narra che il porto di Patrasso sia situato nell’antica sede dell’altare dedicato alla dea Artemide. Qui venne sacrificata Ifigenia, figlia di Agamennone, prima della partenza per la guerra di Troia (anche se una leggenda descrive l’intervento all’ultimo istante di Artemide per salvarla e farne la sua prima sacerdotessa).

GIORNO 4: Patrasso -> Olympia -> Mystras -> Sparta -> Limeni (333 Km)

Il sito archeologico di Olympia è una tappa obbligatoria per chi desidera vedere con i propri occhi il luogo dove sono nati i Giochi olimpici antichi.

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La sosta a Mystras è stata aggiunta lungo il percorso: come al solito non resistiamo alla tentazione di visitare quanto più possibile di una terra! La stanchezza non conta quando siamo on the road!

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E Mystras è stata un’incredibile scoperta: il vecchio insediamento arroccato sul colle è un paese di origine bizantina, abbandonato nel corso dei secoli e oggi visitabile passeggiando tra le sue rovine. Un posto incantato e silenzioso.

La città di Sparta non ha mantenuto purtroppo nulla della sua storia, oggi molti turisti si avventurano soltanto a cercare il monumento dedicato a Leonida.

GIORNO 5: Penisola del Mani: Limeni -> Aeropoli -> Isola di Elafonissos

(126 Km)

Ci troviamo nel Mani, una delle “dita” del Peloponneso dove i suoi abitanti si considerano i discendenti degli antichi spartani e si vantano di non esser mai stati sottomessi a nessuno.

E’ la Grecia più autentica e lontana dal caos turistico, diversa dalle solite destinazioni, ancora selvaggia e isolata, con i paesaggi brulli, le vecchie torri difensive in pietra, gli uliveti e le strade tortuose con vista sulle baie.

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GIORNI 6 e 7: Isola di Elafonissos

Assolutamente consigliata: famosa per la spiaggia di Simos, indicata come una delle più spettacolari della Grecia. L’isola è lontana dal caos turistico (almeno ad inizio estate) e regala scorci indimenticabili. Un luogo incantato per pochi fortunati!

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GIORNO 8: Isola di Elafonissos -> Monemvasia (43 Km)

E se vi dico che Monemvasia sta alla Grecia come Mont Saint Michel sta alla Francia è sufficiente per incuriosirvi?

Si tratta infatti di una rocca (di origine veneziana e poi conquistata dai turchi) collegata alla terraferma soltanto da un ponte.

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GIORNO 9: Monemvasia -> Nauplia (200 Km)

Oggi era in programma la visita del sito archeologico di Micene, ma a causa delle temperature raggiunte (41°) è stato chiuso alle 14.

In compenso la cittadina di Nauplia ci ha regalato qualche ora di relax: passeggiare tra le sue vie, i palazzi neoclassici e veneziani, il lungomare sulla baia, la piazza Syntagma (sede del primo Parlamento greco nel 1825), la Fortezza di Palamidi (ben 800 scalini!).

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GIORNO 10: Micene -> Epidauro -> Atene (202 Km)

La visita ai siti di Micene ed Epidauro non ha bisogno di presentazione. Sono sicuramente da visitare una volta nella vita.

Micene è un complesso archeologico che mantiene intatto tutto il suo fascino, nonostante ben poco sia rimasto integro (ad eccezione della spettacolare Porta dei Leoni e della vicina Tomba di Agamennone). Indispensabile quindi fermarsi nel museo poichè i numerosi ritrovamenti che vi sono conservati aiutano a comprendere la civiltà che abitava questi luoghi.

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La sola visita del Teatro di Epidauro vale la pena dell’intero viaggio! Maestoso e perfettamente conservato: la sua acustica è ottima (provare per credere!) e ancora oggi viene infatti usato per rappresentazioni teatrali.

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Invece di tornare ad Atene centro, decidiamo di fermarci lungo la costa, a Varkiza. Scelta perfetta che ci ha permesso di non perdere il suggestivo tramonto a Capo Sounion (circa 41 Km): salite sul promontorio e sedetevi di fronte al tempio dedicato a Poseidone. Non resterete delusi dallo spettacolo che avrete davanti agli occhi.

Lungo il tragitto tra Varkiza e Capo Sounion la costa è ricca di piccole baie e scogliere a picco sul mare. Un altro angolo di Grecia che non dimenticherete.

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GIORNO 11: ritorno a casa

 

Informazioni utili

Auto noleggiata. Abbiamo usato l’agenzia Goldcar, che ha soddisfatto le nostre esigenze.

Autostrade. Tutte le strade sono ben tenute, la segnaletica è chiara e le indicazioni sono riportate anche con i caratteri latini. I costi sono mediamente più alti dell’Italia: ad esempio 10 km possono costare fino a 4 euro! Calcolate bene i tempi degli spostamenti, soprattutto nel Peloponneso: le strade tortuose, ad una corsia ed i limiti di velocità aumentano notevolmente le tempistiche programmate. 

Ponti. Inevitabile attraversare il ponte di Patrasso e quello di Corinto che collegano la Grecia continentale con il Peloponneso. Se quello di Corinto è gratuito, quello di Patrasso è invece decisamente costoso: 13,60 euro per meno di 3 Km (2883 metri per la precisione)!

Quando andare. Noi siamo stati a inizio luglio, incontrando un caldo torrido con temperature medie di 39° gradi, e alcuni siti archeologici hanno per questo avuto la chiusura straordinaria alle 14. La stagione migliore è perciò la primavera, poichè in estate le pietre diventano roventi e non sempre ci sono alberi dove potersi riparare.

Moneta. Euro

Fuso orario. +1

 

Pensieri sparsi

Lungo le strade statali vi capiterà di vedere delle “casette” votive: sono le “csoklissia” e appaiono come una cassetta della posta ma sono delle chiesette in miniatura più o meno decorate, possono ospitare foto, candele, santini, fiori. Purtroppo primato negativo della Grecia è quello degli incidenti stradali mortali.

                         

Assaggiare assolutamente le alici fritte (gavros).

A fine pasto si è sempre omaggiati con un dolcetto o con della frutta. Ho dedicato un articolo al cibo greco, un insieme di sapori, colori e profumi che lo rendono unico e indimenticabile!

Se sentite le famose note del sirtaki provenire dalle taverne: fermatevi ad ascoltare e verrete rapiti dal ritmo! Ma ricordatevi che non deriva da un’antica tradizione bensì fu composta per il film “Zorba il greco” del 1964!

Un greco quando saprà che siete italiani vi dirà sicuramente “italiani e greci: una faccia – una razza” per indicare il forte legame che lega le due culture (a dispetto dell’origine: è un motto propagandistico creato dal governo fascista italiano durante l’occupazione della Grecia).

Sapevate che la parola OK deriva da OLA + KALA (tutto bene)? Eh sì, proprio come nel film “Il mio grosso grasso matrimonio greco” tutte le parole che noi usiamo sono riconducibili ad una parola greca!!

Tra i numerosi souvenir tipici che vedrete, noterete sicuramente l’Occhio di Allah: si tratta di un occhio azzurro che viene dipinto su pietre, vetro, perline, ciondoli. E’ usato come amuleto contro il malocchio (così come nella vicina Turchia).

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