I migliori siti archeologici greci da non perdere

A spasso nel tempo tra Delfi – Olympia – Micene – Epidauro

Primo sincerissimo e importantissimo consiglio: evitate la visita durante il periodo estivo, quando le temperature possono raggiungere i 39° gradi già alle prime ore del giorno!!

Senza contare il rischio di trovarli chiusi in anticipo per questo motivo!

Se invece non avete altra scelta, allora portate con voi acqua a sufficienza e copritevi con cappello e protezione solare.

Ma questo non vuole essere un post che vi spaventi! Si tratta di alcuni tra i siti archeologici più belli al mondo e devono essere assolutamente visitati almeno una volta nella vita!

Secondo consiglio: dedicate un pò di tempo ai musei adiacenti i siti archeologici. So benissimo che a volte ci si annoia ma in questo caso sono un indispensabile aiuto per comprendere la ricchezza di una cultura e “ricostruire” lo splendore di una civiltà, soprattutto laddove non rimangono altro che le sole fondamenta.

DELFI

Arrivando al sito si incontra per primo il Tempio di Atena Pronaia (l’immagine simbolo di Delfi) e poco distante la sorgente Castalia (dove i pellegrini dovevano purificarsi prima di accedere al santuario).

Ed è questo l’ordine che rispettavano gli antichi greci quando si recavano a consultare l’Oracolo: solo dopo aver omaggiato Atena ed essersi purificati gli era consentito l’accesso al Tempio di Apollo, il più importante luogo di culto nell’antica Grecia.

Narra infatti la leggenda che Zeus mandò sulla Terra due aquile per individuare quale fosse il centro del mondo, ed esse di fermarono proprio qui.

La sua fama era dovuta soprattutto alla presenza dell’Oracolo, la Pizia sacerdotessa di Apollo che esprimeva i propri responsi dopo esser caduta in trance (forse per aver respirato dei gas). Veniva consultata da persone comuni, da strateghi e da re: ad esempio Temistocle vi si recò prima della battaglia di Salamina e Alessandro Magno prima della guerra contro i Persiani.

Ciò che colpisce al primo colpo d’occhio è la sua stupenda posizione panoramica: le rovine sono arroccate sul fianco verde del Monte Parnaso e si affacciano sul mare turchese del Golfo di Corinto.

Seguire l’intero percorso dell’antica via Sacra può essere stancante ed è lungo (quasi 2 ore) ma è incredibilmente emozionante.

Il Tempio di Apollo ha oggi soltanto poche ma superbe colonne e le fondamenta: ma è qui al suo ingresso che era scolpita la famosa frase ΓΝΟΤΙ Σ’ΑΥΘΟΝ(Conosci Te Stesso) ripresa dal filosofo Socrate.

Dal teatro potrete godere di un panorama sulla valle! Poteva ospitare fino a 5.000 spettatori e vi si svolgevano ogni quattro anni i giochi pitici della musica e della poesia. Ma non fermatevi! Arrivate fino al stadio in cima alla collina.

Informazioni

Come arrivare. Partendo da Atene sono 185 Km, costo dell’autostrada circa 7 euro. Indicazioni molto chiare e segnaletica scritta anche con i caratteri latini.

Come visitare. Lasciate l’auto presso il sito principale e recatevi al Tempio di Atena Pronaia e alla sorgente Castalia seguendo il percorso a piedi ben indicato.

Biglietto d’ingresso: 12 euro

Visitate il sito ufficiale per ulteriori informazioni su orari e chiusure, o per un approfondimento storico. E’ Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1987.

Dopo poche curve dal sito si trova il paese: ricco di negozi di souvenir e taverne, ideale per una pausa rinfrescante dopo la visita.

 

OLYMPIA

Ben organizzato e soprattutto ombreggiato: molti alberi “aiutano” durante le calde giornate afose!

Le opinioni su questo sito possono essere contrastanti poichè rimane ben poco degli edifici originari. Certamente bisogna usare un pò d’immaginazione, ma rimane difficile escluderlo da un tour della Grecia classica. Noi lo consigliamo per due motivi:

  1. La possibilità di camminare sulla stessa terra che ha dato vita alle Olimpiadi in onore di Zeus è assolutamente emozionante.
  2. Ammirare il luogo da cui ogni 4 anni parte la fiamma olimpica.

Il sito è molto esteso, comprendeva gli edifici amministrativi, di culto (il tempio più famoso è quello dedicato a Zeus) e quelli per l’allenamento degli atleti (la palestra e il ginnasio).

E soprattutto fermatevi all’ingresso dello stadio: anche qui rimasto molto poco, ma l’arco che introduceva alla pista vi aiuterà ad immaginare l’aria di festa che si respirava, le urla e gli incitamenti degli spettatori agli atleti, il tifo ed i festeggiamenti per i vincitori.

Informazioni

Come arrivare. Noi siamo arrivati da Patrasso: 120 Km

All’ingresso un grande e ben organizzato parcheggio gratuito.

Biglietto d’ingresso: 12 euro. Visitate il sito ufficiale per ulteriori informazioni su orari e chiusure.

Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1989.

Il paese adiacente è ideale per un break, diverse le taverne e i negozi. E’ stato riorganizzato in occasione delle Olimpiadi del 2004, con la creazione del Museo.

 

MICENE

Come per Olympia, le opinioni sul sito di Micene sono fortemente discordanti poichè per lo più sono rimaste le sole fondamenta. Perchè visitare questo sito, particolarmente infuocato dal caldo nelle giornate estive? Per i ricordi scolastici dell’Iliade e dell’Odissea! La fama di Micene è legata alla saga di Agamennone e alla storia della guerra di Troia, tanto ci basta per viaggiare con (molta) immaginazione tra le poche rovine rimaste.

Eppure qualcosa di speciale rimane: l’ingresso dell’antica città avviene attraverso l’iconica Porta dei Leoni, uno dei resti più famosi dell’Ellade.

E’ questa l’immagine che resta impressa a tutti i visitatori: le imponenti mura ciclopiche (spesse fino ad 8 metri) e l’ingresso sovrastato da un bastione con due leoni posti ai lati di una colonna.

Deve essere stata sicuramente incredibile la scoperta per Heirich Schliemann: appassionato dei poemi omerici dedicò anni di studio (da autodidatta imparò anche la lingua greca) e di ricerca per riportare alla luce i tesori micenei della più grande potenza militare e commerciale della regione dell’Argolide.

Basti pensare che furono rinvenuti quasi 13kg di oro, tra cui la celeberrima maschera di Agamennone (anche se non è possibile ricondurla a lui).

[Pochi ricordano che gli scavi archeologici furono in realtà iniziati all’archeologo greco Kyriakos Pittàkis, anche se il tedesco Schliemann è l’immediato nome che viene ricondotto alla scoperta di Micene.]

Poco distante si trova il Tesoro di Atreo, meglio conosciuto come la Tomba di Agamennone: Schliemann credette di aver rinvenuto la tomba del re ma anche in tal caso (come per la maschera) non è stato poi confermato.

Informazioni

Come arrivare. Noi siamo partiti da Nauplia, a soli 24 Km di distanza.

Biglietto d’ingresso: 12 euro. Visitate il sito ufficiale per ulteriori informazioni su orari e chiusure.

E’ Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1999.

EPIDAURO

Il teatro di Epidauro è il simbolo della tragedia greca.

Molto molto suggestivo: il teatro è completamente ben conservato, è maestoso proprio come alle sue origini.

E per questo è ancora oggi utilizzato durante i mesi estivi per manifestazioni e festival: gli spettatori si siedono sulle stesse gradinate in pietra e l’acustica che si gode è perfetta.

Provare per credere: mettetevi al centro della teatro e sillabate una parola ad un vostro amico che si trova seduto su uno degli scalini più in alto.

Ma Epidauro era famoso anche per il Santuario di Asclepio (o Esculapio), divinità capace di guarire ogni malattia, presso cui i pellegrini si recavano in pellegrinaggio. Oggi rimangono solo le fondamenta della sala dell’Abaton, dove avvenivano le guarigioni, e del Katagogion dove i pellegrini potevano riposare dopo il viaggio.

Informazioni

Come arrivare. Si trova poco distante da Micene, 46 Km, ed è perciò semplice organizzare la visita nel medesimo giorno.

Biglietto d’ingresso: 12 euro

Se volete assistere ad uno spettacolo serale visitate il sito ufficiale per tutti gli appuntamenti estivi.

Curiosa coincidenza: è stato notato che la quantità delle file dei sedili (21 – 34 – 55) richiamano la sequenza di Fibonacci (1-1-2-3-5-8-13-21-34-55-89-144-233-377-..) dove ogni numero è la somma dei due che lo precedono e della cd. Sezione Aurea (già conosciuta dai greci come Proporzione divina).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *